FAQ

1. A chi appartiene Auditel?

Auditel è una società a responsabilità limitata. Le quote sono così ripartite: RAI (Radio Televisione Italiana) 33%; RTI (Reti Televisive Italiane) 20,22%; UPA (Utenti Pubblicità Associati) 20%; Assap Servizi 11,5%; Mediaset 6,45%; La7 3,33%; Confindustria Radio Televisioni 3%; UNA (Aziende della Comunicazione Unite) 1,5%. FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) 1%. Al fine di garantire la massima rappresentatività, nel Consiglio di amministrazione di Auditel siedono, oltreché i rappresentanti dei soci, anche i delegati di Sky e Discovery in qualità di soggetti rilevanti del mercato. Auditel ha il modello di governance riconosciuto come il più evoluto a livello internazionale: il Joint Industry Commitee (JIC), organismo a controllo incrociato che riunisce tutte le componenti del mercato televisivo, ossia i broadcasters, gli investitori pubblicitari, le agenzie e i centri media. La maggioranza del Consiglio di amministrazione è costituita dalla componente mercato, mentre i broadcasters si sono riservati un ruolo di controllo e vigilanza.

2. Qual è la mission di Auditel?

Auditel svolge un compito importante e delicato: la rilevazione e la diffusione dei dati che fotografano, 24 ore su 24, minuto per minuto, l’intera offerta televisiva nella sua articolazione digitale, satellitare, live e on-demand, su tutte le piattaforme e tutti i device. Un compito necessitato, oltre che vigilato, poiché le informazioni – materia prima di cui si alimentano le analisi e le pianificazioni pubblicitarie – esprimono una currency, cioè l’unità di misura riconosciuta dal mercato per misurare il ritorno dei propri investimenti (sia sotto il profilo editoriale che pubblicitario). Pertanto, l’intero processo di rilevazione di Auditel è tracciabile. I suoi algoritmi e i protocolli di elaborazione sono accessibili e “depositati in garanzia”. In qualunque momento i dati possono essere riprodotti in maniera certificata da un revisore esterno. Oggi Auditel misura sia gli ascolti della TV tradizionale che gli ascolti della TV oltre il televisore, ossia quella fruita, nelle case e in mobilità, sui device digitali. Un’attività complessa, resa possibile da un imponente lavoro di ricerca sociale e da una sofisticata architettura tecnologica.

3. Quante emittenti televisive hanno scelto di essere rilevate da Auditel?

Auditel misura 380 emittenti televisive, copre, cioè, l’intera offerta nella sua articolazione digitale terrestre (250 emittenti), digitale satellitare (130 emittenti tra soggetti free e pay), live e on-demand, su tutte le piattaforme e tutti i devices. In particolare, Auditel monitora la tv che opera in modalità lineare utilizzando le tecnologie DTT (Digital Terrestrial Television) e DST (Digital Satellite Television). Ma misura anche l’ascolto non lineare generato da OTT (Over the Top Television), su VCR (Video Cassette Recorder), PVR (Personal Video Recorder) e MySky fino a 7 giorni dopo la messa in onda. Rientrano, infine, nella rilevazione Auditel anche le console di giochi e gli altri devices che, collegati al televisore, consentono la visione dei canali.

4. A chi e a che cosa servono i dati Auditel?

I dati Auditel hanno un duplice valore, editoriale e commerciale. Permettono ai broadcasters di valutare l’efficacia delle scelte di contenuto e agli investitori pubblicitari di misurare il buon esito del messaggio. I dati Auditel sono, quindi, una currency, una moneta riconosciuta dall’intero mercato.

5. Come fa Auditel a rilevare gli ascolti televisivi delle famiglie?

Le 16.100 famiglie (rappresentative dell’intera popolazione italiana) che formano il campione Auditel, il cosiddetto SuperPanel, sono dotate di una apparecchiatura elettronica che consente di monitorare, 24 ore su 24, i loro consumi televisivi fruiti su televisore tradizionale, Smart TV, Tablet, PC, Game Console. I dati del monitoraggio vengono raccolti, ponderati e prodotti da Auditel attraverso una complessa architettura tecnologica per essere resi pubblici ogni giorno poco prima delle 10 di mattina. Dopo averli elaborati, una serie di software house attive sul mercato fornisce ai clienti (broadcaster, investitori pubblicitari, centri media etc.) analisi sofisticate dell’ascolto TV. Auditel, infatti, produce una massa di informazioni molto dettagliate sui telespettatori (quali sesso, età, collocazione geografica, classe socio-economica, livello di scolarità) e sulla performance dei programmi (dalla share ai minuti visti, dai picchi alle cadute) che sono preziose sia per chi si occupa di contenuti sia per chi si occupa di pubblicità. Auditel, cioè, produce ogni giorno una currency, una moneta riconosciuta dal mercato che viene utilizzata per regolare i rapporti commerciali tra chi fa televisione e chi in televisione acquista spazi pubblicitari.

6. Auditel misura anche l’ascolto TV fuori casa?

Dal 16 dicembre 2018 Auditel ha affiancato al sistema di raccolta campionario il sistema di raccolta censuario, che rileva gli ascolti TV fruiti, in casa e fuori casa, su Smart TV, Tablet, PC, Smartphone e Game Console, attraverso una tecnologia sofisticata (SDK+Focal Meter) e attendibile: infatti, prende in considerazione solo gli ascolti reali, gli stream view, e non gli stream start o le stream request. Auditel ha installato direttamente nei player da cui i broadcaster erogano i loro contenuti un tag digitale o SDK che misura, secondo per secondo, dispositivo per dispositivo, senza intermediazione di alcuno, la fruizione di ogni contenuto editoriale o pubblicitario emesso e realmente fruito da un individuo. Il sistema censuario non sostituisce il sistema campionario, ma lo integra. Una serie di step evolutivi (già programmati) consentirà l’incrocio tra i dati dei due sistemi generando la cosiddetta Total Audience, ovvero l’integrazione degli ascolti della TV tradizionale con quelli dei device digitali, attraverso metriche univoche e omogenee, che verranno rese disponibili sia con standard digitali sia con i tradizionali standard televisivi.

7. E Auditel misura anche gli ascolti on demand?

Sì, a partire dall’1 maggio 2011, Auditel misura gli ascolti di un programma o di una pubblicità anche in un momento diverso rispetto a quello in cui sono andati in onda. Lo fa utilizzando due criteri-guida. Il primo: Viewing On Same Day As Live (VOSDAL), ovvero quando il giorno di messa in onda live e quello di visione in differita, coincidono. Il secondo: Time Shifted Viewing (TSV), ovvero quando il giorno di messa in onda live è antecedente al momento di visione in differita fino ad un tot di giorni prima. In Italia il numero dei giorni in cui l’ascolto in differita può essere riassegnato ha due differenti limiti: Time Shifted Viewing (TSV) +4 giorni; Time Shifted Viewing (TSV) +7 giorni. Il dato riconosciuto per le valutazioni pubblicitarie è quello comprendente l’ascolto differito fino a 4 giorni. È però disponibile un dato consolidato a 7 giorni per analisi di tipo editoriale.

8. I dati raccolti con il sistema censuario e i dati raccolti con il sistema campionario possono essere sommati?

Attualmente gli ascolti televisivi rilevati attraverso il sistema campionario e gli ascolti televisivi rilevati, in casa e fuori casa, sui device digitali attraverso il sistema censuario, viaggiano, per così dire, in modalità parallela. I dati prodotti dal nuovo sistema censuario, infatti, non sostituiscono quelli prodotti dal sistema campionario né vi possono essere sommati: semplicemente li affiancano. Ma il sistema censuario, in questo momento, è solo al primo step di un processo – già programmato – di implementazione che, accompagnando l’annunciata evoluzione tecnologica del settore (lancio e diffusione su larga scala del sistema trasmissivo 5G; progressiva sostituzione dei televisori tradizionali con Smart TV), consentirà, a regime, di poter sommare l’ascolto di un programma, di uno specifico contenuto, di uno spot pubblicitario fruito attraverso il televisore con l’ascolto dello stesso programma, dello stesso specifico contenuto, dello stesso specifico spot realizzato su ogni singolo device digitale, ottenendo, così, la total audience complessiva conseguita nel minuto medio. La ‘Total Audience della televisione’ (come è definita in gergo tecnico dagli stakeholder) è la “chimera” di tutte le società di rilevazione degli ascolti e di tutti gli omologhi internazionali di Auditel: tutti ci stanno lavorando, nessuno fino ad oggi è ancora riuscito a realizzarla.

9. Chi e che cosa garantisce l’attendibilità dei dati Auditel?

L’assoluta attendibilità dei dati Auditel è garantita da un rigoroso sistema di controllo che si sostanzia in 10 punti: 1. pieni diritti di proprietà intellettuale su infrastrutture, protocolli, know-how e data-base al fine di garantire un presidio integrale sull’intero processo e la totale trasparenza (no black box); 2. protocolli, algoritmi, procedure interamente vigilabili e auditabili; 3. controllo incrociato continuativo di tutti i soggetti rilevati in concorrenza tra loro che dispongono di una verifica costante sulla qualità dei dati; 4. pieno controllo per i soggetti che svolgono attività di vigilanza su Auditel, per i quali è predisposto un protocollo di “riproduzione” del dato affidato ad un revisore terzo, eseguibile anche a distanza di mesi dalla pubblicazione; 5. controlli sistematici su procedure, sicurezza informatica, trattamento dei dati e gestione delle famiglie del SuperPanel™, in base a protocolli certificati affidati a revisori terzi; 6. controlli a campione realizzati da revisori terzi in base a protocolli verificati; 7. sviluppo di sistemi automatizzati proprietari per la internalizzazione dei controlli incrociati sui dati; 8. controlli sui team e sul processo di formazione e aggiornamento degli addetti; 9. vigilanza di tre Authority (AgCom, Agcm, Garante Privacy); 10. procedura stringente e continuativa di Risk Mapping per identificare i principali rischi cui Auditel può essere esposta, valutarne i possibili impatti e aggiornane costantemente le misure per mitigare e/o neutralizzare tali rischi.

10. Chi vigila sull’operato di Auditel?

L’intera attività di Auditel è profondamente incardinata nell’assetto regolatorio del Paese ed è sottoposta alla cura e alla vigilanza di tre autorità di regolazione: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom); l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm); il Garante per la protezione dei dati personali (Garante Privacy). Con le tre authority il dialogo è continuo. Per esempio, il nuovo campione, il SuperPanel, la gestazione del modello che lo regola e il piano di implementazione, sono stati oggetto di un lungo processo di verifica e condivisione con Agcom, che, in ossequio alla legge 249 del 1997, “cura le rilevazioni degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione; vigila sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti, effettuando verifiche sulla congruità delle metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicità dei dati pubblicati, nonché sui monitoraggi delle trasmissioni televisive e sull’operato delle imprese che svolgono le indagini”. Auditel ha ottemperato a questo obbligo con una nota informativa – disponibile in PDF sul sito AgCom – in cui fornisce ogni dettaglio sul proprio operato.