Faq

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Vorrei far parte del campione. A chi devo rivolgermi?

Auditel non può prendere - in alcun modo - in considerazione offerte di collaborazione. Per ovvie ragioni metodologiche, tutte le famiglie che vengono chiamate a far parte del campione sono selezionate sulla base di severi criteri statistici e individuate, in modo casuale, attraverso il lavoro compiuto da un calcolatore.

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Le famiglie che collaborano alla ricerca vengono pagate?

Assolutamente NO. Guardare la televisione non è un mestiere. Una buona ricerca deve evitare di "professionalizzare" i componenti del campione che devono, invece, mantenere un comportamento il più possibile spontaneo. La famiglia, perciò, viene compensata con un piccolo "premio" annuale (un frullatore, un plaid, un set di valigie…) di modesto valore, per ringraziarla del "disturbo". Chi accetta il "meter" lo fa per una specie di "spirito di servizio". La stessa collaborazione che chiunque di noi offrirebbe compilando un questionario dell'ISTAT per consentire di conoscere meglio un fenomeno di rilevante interesse sociale.

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Cos'è un campione? Potreste spiegarlo in modo facile?

Dovremmo rimandarvi alla teoria dei campioni, base della statistica inferenziale, ma cercheremo di semplificare. Il "campionamento" viene utilizzato in statistica per stimare i comportamenti di una popolazione (universo) senza essere costretti a interpellare tutti gli individui che la compongono. Estratto casualmente, il campione deve essere rappresentativo dell'universo, deve cioè riprodurre "in piccolo" tutte le caratteristiche della popolazione che si vuole studiare. Le tecniche "probabilistiche" sono complesse, ma il concetto è semplice. Per spiegarlo, facciamo ricorso ad un esempio: quello dell'esame del sangue. E' un po' come quando ti estraggono il sangue. Quanto? 5 centimetri cubici. Quanto sangue abbiamo nelle vene? 5 litri circa. Questi 5 litri sono l'universo del nostro sangue. La provetta, con i 5 c.c., è il campione! Così si costruisce un campione di persone. Un po' come quando il medico preleva un campione del nostro sangue per analizzarlo.

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Dati di ascolto, sondaggi… sono la stessa cosa?

Non bisogna confondere "rilevazioni" e sondaggi": si tratta di due ricerche del tutto diverse. Il sondaggio è una indagine (survey) fatta attraverso delle domande, ottenendo delle risposte e analizzandole. Nel caso della rilevazione io non faccio delle domande, ma osservo un fatto oggettivo, rilevo oggettivamente dei fatti. Auditel, rileva automaticamente, in modo oggettivo (attraverso uno strumento elettronico, il "meter") cosa vedono le famiglie-campione. A queste famiglie, che sono rappresentative dell'intera popolazione (universo), si attribuirà un "peso" per riprodurre l'ascolto TV complessivo del Paese. E' naturalmente importante che il campione sia stato ben costruito, attraverso una precisa metodologia statistica (criteri di casualità e di stratificazione) per rappresentare al meglio il fenomeno che viene osservato.

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Quanto tempo restano nel campione le "famiglie-meter"?

Il campione ha una rotazione annua del 20%. Ciò implica che, mediamente, una famiglia fa parte del campione per cinque anni. Ci sono famiglie che restano in campione per meno di un anno (appena una famiglia lo chiede il meter viene, senza esitazioni, disinstallato), altre collaborano per periodi più lunghi. Non ci sono controindicazioni a lunghe permanenze in campione. Abbiamo potuto osservare che le famiglie del campione che collaborano con noi da molti anni, non hanno un comportamento televisivo significativamente diverso da quelle che sono entrate a far parte del campione più recentemente. Per inciso, questa situazione vale per tutti gli altri panel installati nel resto del mondo.

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Perché Auditel non fa "votare" il gradimento dei programmi?

Il nostro lavoro è rilevare in modo imparziale (il più oggettivo possibile) la visione della televisione in Italia. Sarebbe metodologicamente "scorretto" trasformare il campione in un tribunale che dà giudizi che vanno oltre le sue semplici scelte. Nessuno di noi quando guarda la televisione dà voti ai programmi. Ci limitiamo a guardarli se ci piacciono. Votare toglie quella naturalezza di comportamento che, come si è detto, il campione dovrebbe avere al massimo grado. Indagini di tipo qualitativo su campioni diversi e meno "delicati" di Auditel sono le benvenute. Ad essi potranno essere rivolte domande sulla "soddisfazione" di un programma o su aspettative diverse. Ciò viene, peraltro, già fatto da ricerche interne svolte da RAI, Mediaset, LA7, Sky ed altri, per ragioni editoriali.

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E' possibile "intercettare" le telefonate di trasmissione dati dalle "famiglie campione" e cambiare i dati?


E' impossibile intercettare le telefonate di trasmissione dei dati e modificarli. Il fantomatico "incursore" dovrebbe conoscere il linguaggio delle nostre apparecchiature, conoscere i numeri chiamati dai nostri modem, "inventarsi", con geniale coerenza, dati credibili (un'intera giornata minuto per minuto di TV per ogni famiglia) ingannando tutti gli utilizzatori delle informazioni:cioè tutto il mondo degli analisti e pianificatori, poiché il nostro sistema è "aperto" cioè fornisce dati individuali minuto per minuto a tutto il mercato. Il sistema è protetto da intrusioni di questo genere. Non è protetto da ipotesi di fantascienza.

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A chi è consentito l'accesso alle liste del campione? Come sono custodite?

Le liste risiedono, in forma criptata ( protette da sistemi avanzati antiintrusione e di "fire-walling") presso il calcolatore centrale di Milano. Qualsiasi stampa di piccoli elenchi parziali (richiesta per ragioni di manutenzione del sistema da parte dei tecnici), segue una procedura che registra tutte le coordinate del richiedente e relative ragioni.

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Non è troppo semplice poter individuare e, casomai, "influenzare" qualcuno dei possessori del meter?


Le famiglie non sono in una società segreta di incappucciati: vivono tra noi. Qualsiasi giornalista può, con un po' di tempo e di fortuna, individuarne una o due (è avvenuto). Ma, a quale proposito? Per danneggiare la ricerca in nome di una curiosità ormai stracotta che non gli farà certo vincere il premio Pulitzer? E' inutile sottolineare che questo "sport" rappresenta, comunque, un danno per il sistema. La sostituzione fuori programma di una famiglia comporta un costo non trascurabile. Gli elenchi vengono tenuti protetti e anonimi per tutelare la "privacy" della famiglia collaboratrice. Non tanto, francamente, per timore della "corruzione". Per influenzare i risultati prodotti dal campione meter occorrerebbe un bel numero di famiglie. L'incauto furbone sarebbe, alla fine, individuato e "bruciato" dai nostri software di controllo dei "patterns" (cioè da indagini sul comportamento di visione). La rotazione del campione gli toglierebbe presto di mano il giocattolo. D'altra parte chi esercitasse la corruzione non potrebbe mai verificare se la famiglia "pagata" per vedere determinati canali lo facesse realmente. E, infine, chi sarebbe così sciocco di esporsi al possibile ricatto della famiglia "corrotta"?
Si tratta, come si vede, di una leggenda metropolitana che però è suggestiva e ci obbliga alla massima prudenza e vigilanza, più per la sua capacità di produrre "rumore" che per la sua vera pericolosità. 
 Di fatto non si sono mai verificati casi di corruzione.

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In poche parole, chi è Auditel?


E' un sistema statistico imparziale per conoscere l'ascolto della televisione in Italia. Un rilevatore elettronico (meter) viene installato in un campione rappresentativo della popolazione televisiva italiana (una specie di condensato di tutte le "mille Italie" possibili, in termini geografici, socioeconomici e anche psicografici) con tutti i suoi diversi caratteri, "spalmato" su tutte le regioni e in circa duemila comuni.

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Come fate a dire che "Auditel è imparziale"?


Dipende dalla sua stessa struttura costitutiva. Per adempiere alla propria missione, in modo concretamente imparziale, Auditel si è costituita come società “super partes”, che ha realizzato i propri equilibri interni, amministrativi ed organizzativi, attraverso una formula di controllo e responsabilità reciproci. 
In linea con gli orientamenti più avanzati della Comunità Europea, Auditel è un sistema “tripartito”, cioè una società che rappresenta in modo armonico le tre componenti fondamentali del mercato: Aziende Utenti, Agenzie e Centrali Media; Reti pubbliche; TV private, nazionali e locali.
Questa struttura si riflette nella composizione del Consiglio d’Amministrazione e del Comitato Tecnico, organo di consulenza tecnico-scientifica che traccia e verifica ogni tappa di sviluppo del sistema di rilevazione. 
Insomma tutte le decisioni, la gestione e il controllo, vengono prese in modo incrociato da tutti i componenti. Tutti controllano tutti (e tutto) in modo trasparente e in un clima di responsabilità reciproca!

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Come vengono scelte le famiglie?


Auditel, applicando una rigorosa metodologia statistica, ha individuato un "panel", cioè un vasto gruppo di famiglie, selezionate per costituire una specie di "condensato" dell'intera popolazione (tutti gli italiani sopra i 4 anni di età, fonte ISTAT). Questo campione è capace di rappresentare le diverse caratteristiche geografiche, demografiche, socioculturali di chi guarda la TV. 
Le famiglie sono "pescate" da un calcolatore in modo anonimo (e casuale) dal grande "serbatoio" costituito dalle nostre ricerche Continuative di Base (20 mila casi all'anno) attraverso le quali abbiamo intervistato - faccia a faccia nella loro abitazione – migliaia di famiglie italiane. Il campione "ideale" deve rispondere a precisi criteri di stratificazione.

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Quali sono i criteri di stratificazione?


In sostanza, vengono controllati tre gruppi di parametri per essere sicuri che le famiglie del campione siano ben distribuite sul territorio, se ne conosca la composizione e l' "attrezzatura" televisiva. I criteri da rispettare comprendono, perciò, la distribuzione geografica (regione e dimensione dei comuni), le caratteristiche strutturali delle famiglie (numero dei componenti ed età del capofamiglia, e - come elementi aggiuntivi - presenza di bambini, condizione socio-economica, livello di istruzione, ecc.) e, infine, il loro "parco" televisivo (numero e tipologia degli apparecchi).

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Qual è l'età minima per essere considerati telespettatori?


Si collabora alla ricerca dall'età di 4 anni in su.

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Quante sono le famiglie dotate di meter?


Oggi, il sistema di rilevazione si vale della collaborazione di 16.200 famiglie: oltre 30.540 rilevatori meter, attivi su altrettanti televisori, "fotografano" le scelte di circa 40.000 individui in ogni momento della giornata. Presto – con l’immissione del campione stranieri – le famiglie saliranno oltre 5600.

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Cos'è il meter e come funziona?


Il meter è un'apparecchiatura elettronica , con l'aspetto di una radiosveglia, che memorizza automaticamente, minuto per minuto, le scelte televisive dei diversi componenti della famiglia. I meter "registrano" l’ascolto conseguito da tutti i televisori presenti in casa, nelle varie stanze. Ciò che caratterizza i nuovi meter utilizzati da Auditel è la possibilità di compiere una rilevazione che non dipende dalla collaborazione dei broadcasters ma è in grado di coprire tutte le piattaforme di irraggiamento del segnale Audio/Video. Questa soluzione viene chiamata matching audio. Cioè il riconoscimento del canale avviene attraverso la comparazione di tracce audio digitalizzate. In sostanza: per ciascuna emittente da rilevare viene raccolta, per l’intera giornata, la traccia audio corrispondente (reference). L’insieme di queste informazioni costituisce la Base Dati Reference. Il confronto tra le singole tracce audio (sample) raccolte in famiglia e la Base dati Reference, determinerà il canale/emittente sintonizzato sui TV della famiglia. Questa tecnologia permette di rilevare sia l’ascolto “LIVE” sia l’ascolto differito (TIME SHIFTED VIEWING).

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Come vengono trasmessi i dati memorizzati dal meter?


Le informazioni vengono raccolte ogni giorno, over-night, tra le 2 e le 5 del mattino, dal calcolatore centrale, attraverso un collegamento telefonico via "modem", mentre la famiglia dorme indisturbata (il telefono, ovviamente, non suona!).

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Ci si può fidare dei dati Auditel?


Pochi considerano che, proprio per la delicatezza dei suoi compiti, Auditel è garantita da un'imponente e severa attività di controllo interno ed esterno.
Un sistema di rilevazione non è un "Dogma" ma deve conoscere, e riconoscere, i limiti dichiarati dalle scienze statistiche. Si guadagna la dignità di essere credibile e accettato non per un "atto di fede" ma soltanto se, come è avvenuto nel caso di Auditel, rispetta alcune regole fondamentali e poggia su due pilastri di obiettiva solidità: - controllo incrociato - validità certificata. Auditel non si dichiara valido per autodefinizione, ma si sottopone alla disciplina di una certificazione, continua, trasparente, in profondità.
 Ogni più piccolo tassello dell'edificio di Auditel è stato (ed è) costantemente sottoposto a controlli: verifiche delle componenti elettroniche e delle metodologie statistiche da parte di istituti e di consulenti universitari, verifiche della produzione, del software e della security da parte di severe società di revisione, consulenze continuative a 360°.
 C'è - infine - una specie di "prova del nove". Ad Auditel credono (l'hanno fortemente voluta e sempre difesa come elemento di chiarezza) le Aziende utenti di pubblicità (UPA) che, investono milioni di Euro in televisione.

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Auditel è uno strumento della pubblicità: è colpa sua se la TV tende a peggiorare?


Il teorema "pubblicità=cattiva TV" nasce da un preconcetto logoro e falso. Una specie di "alibi" per molti. La pubblicità non ha alcun interesse ad essere nemica della buona qualità. Al contrario: le Aziende chiedono spazi per promuovere i propri prodotti all'interno di segmenti di buona televisione, perché è finito il tempo dei pubblici indifferenziati. La comunicazione commerciale ha bisogno di capire "quanto", "a chi" e "quanto forte" si parla.
Vuole essere presente nel programma giusto, con le immagini, le suggestioni, le informazioni giuste. La pubblicità ha perfino lanciato indagini psicolinguistiche per ripensare le proprie campagne, a seconda del contesto in cui vengono inserite. Tanto meglio se le teste sono tante, ma è più importante che siano quelle più "aperte" a quella tale proposta. Occorre confrontarsi con l'efficacia del messaggio, conoscere ampiezza e composizione dei diversi pubblici per attribuire pesi di marketing o fare scelte editoriali. Per questi dati Auditel è stata creata.

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Quante televisioni rileva Auditel?


Allo stato attuale, Auditel distribuisce al mercato i dati di ascolto conseguiti da: EMITTENTI NAZIONALI (digitali terrestri e satellitari).

- I loro dati GIORNALIERI MINUTO PER MINUTO vengono pubblicati per SINGOLA EMITTENTE (con un sub-totale PER EDITORE)..
- Altre emittenti possono essere pubblicate (su loro richiesta) su base MEDIA MENSILE: EMITTENTI LOCALI operanti in ambito regionale.
- La maggior parte di queste sono pubblicate con DATI MENSILI.
- Altre dispongono di DATI GIORNALIERI (che sono stati forniti per necessità di pianificazione pubblicitaria e non editoriale). Visitando la sezione “DATI” potete vedere una panoramica dei dati di ascolto (sia nazionali che locali) con aggiornamento a livello di GIORNO TIPO MEDIO MENSILE.

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L'Auditel è stata creata per fare le classifiche dei più visti?


Auditel non serve - come qualcuno crede - all'inutile gara quotidiana del "vince/perde", ma a rilevare il comportamento televisivo dei diversi pubblici rispetto all'offerta delle varie reti. La ricerca sull'audience TV - qui da noi come in tutto il mondo civile - è lo strumento per produrre dati oggettivi per la pianificazione degli investimenti pubblicitari sulle diverse reti televisive.
 Auditel non compila le classifiche (top ten) tanto per fare qualche titolo sui giornali: invece fornisce migliaia di dati, elementi di conoscenza e di valutazione, alle aziende che comunicano. Serve al loro sviluppo, e quindi crea ricchezza e lavoro, insomma alimenta quel famoso "volano virtuoso" dell'advertising, fattore vitale dell'economia del Paese.

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A cosa servono i "dati Auditel"?

I dati di audience rispondono - in modo "trasparente" - alla necessità di conoscenza delle imprese televisive, del mondo pubblicitario e delle Istituzioni stesse. Servono ogni giorno alle aziende che utilizzano il mezzo televisivo come veicolo pubblicitario per valutare il ritorno dei loro ingenti investimenti. Consentono alle Agenzie e alle Centrali Media di effettuare analisi per l'ottimizzazione dell'investimento pubblicitario dei loro clienti, ed alle reti televisive di valutare le performance di ascolti dei vari programmi.

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Auditel=audience=televisione. È vero?


Auditel è soltanto un onesto termometro statistico, NON è la televisione. Il nostro scopo è tutt'altro che una sorta di autocertificazione della televisione rivolta alla "massificazione" degli ascolti, come qualcuno si ostina e credere. Al contrario Auditel registra le scelte di chi vede e accerta chi non vede. Auditel non "fa" la televisione, semmai la "fotografa". Non la scrive, semmai la descrive. Ed è la gente, e non certo l'Auditel, che fa il suo palinsesto, ogni giorno, attraverso il telecomando. Troppo spesso si scambia lo strumento di conoscenza con l'oggetto di osservazione di quello strumento.