1.
Vorrei far parte del campione. A chi devo rivolgermi?
Auditel non può prendere - in
alcun modo - in considerazione offerte di collaborazione.
Per ovvie ragioni metodologiche, tutte le famiglie che vengono
chiamate a far parte del campione sono selezionate sulla
base di severi criteri statistici e individuate, in modo
casuale, attraverso il lavoro compiuto da un calcolatore.
2.
Le famiglie che collaborano alla ricerca vengono pagate?
Assolutamente NO. Guardare la televisione non
è un mestiere. Una buona ricerca deve evitare di
"professionalizzare" i componenti del campione
che devono, invece, mantenere un comportamento il più
possibile spontaneo. La famiglia, perciò, viene compensata
con un piccolo "premio" annuale (un frullatore,
un plaid, un set di valigie…) di modesto valore, per
ringraziarla del "disturbo". Chi accetta il "meter"
lo fa per una specie di "spirito di servizio".
La stessa collaborazione che chiunque di noi offrirebbe
compilando un questionario dell'ISTAT per consentire di
conoscere meglio un fenomeno di rilevante interesse sociale.
A queste famiglie va il nostro GRAZIE.
3.
Cos'è un campione? Potreste spiegarlo in modo facile?
Il "campionamento" viene utilizzato in statistica
per stimare i comportamenti di una popolazione (universo)
senza essere costretti a interpellare tutti gli individui
che la compongono. Estratto casualmente, il campione deve
essere rappresentativo dell'universo, deve cioè riprodurre
"in piccolo" tutte le caratteristiche della popolazione
che si vuole studiare. Le tecniche "probabilistiche"
sono complesse, ma il concetto è semplice. Per spiegarlo,
facciamo ricorso ad un esempio: quello dell'esame del sangue.
E' un po' come quando ti estraggono il sangue. Quanto? 5
centilitri. Quanto sangue abbiamo nelle vene? 7 litri circa.
Questi 7 litri sono l'universo del nostro sangue. La provetta,
con i 5 centilitri, è il campione! Così si
costruisce un campione di persone. Proprio come quando il
medico preleva un campione del nostro sangue per analizzarlo.
4.
Dati di ascolto, sondaggi… sono la stessa cosa?
Non bisogna confondere "rilevazioni"
e sondaggi": si tratta di due ricerche del tutto diverse.
Il sondaggio è una indagine (survey) fatta attraverso
delle domande, ottenendo delle risposte e analizzandole.
Nel caso della rilevazione io non faccio delle domande,
ma osservo un fatto oggettivo, rilevo oggettivamente dei
fatti. Nel caso di Auditel, si rileva automaticamente, in
modo oggettivo (attraverso uno strumento elettronico, il
"meter") cosa vedono le famiglie-campione. A queste
famiglie, che sono rappresentative dell'intera popolazione
(universo), si attribuirà un "peso" per
riprodurre l'ascolto TV complessivo del Paese. E' naturalmente
importante che il campione sia stato ben costruito, attraverso
una precisa metodologia statistica (criteri di casualità
e di stratificazione) per rappresentare al meglio il fenomeno
che viene osservato.
5.
Quanto tempo restano nel campione le "famiglie-meter"?
Il campione ha una rotazione annua del 20%. Ciò
implica che, mediamente, una famiglia fa parte del campione
per cinque anni. Ci sono famiglie che restano in campione
per meno di un anno (appena una famiglia lo chiede il meter
viene, senza esitazioni, disinstallato), altre che collaborano
per periodi più lunghi. Non ci sono controindicazioni
a lunghe permanenze in campione. Abbiamo potuto osservare
che le famiglie del campione che collaborano con noi da
molti anni, non hanno un comportamento televisivo significativamente
diverso da quelle che sono entrate a far parte del campione
più recentemente. Per inciso, questa situazione vale
per tutti gli altri panel installati nel resto del mondo.
6.
Perché Auditel non fa "votare" il gradimento
dei programmi?
Il nostro lavoro è rilevare in modo imparziale
(il più oggettivo possibile) la visione della televisione
in Italia. Sarebbe metodologicamente "scorretto"
trasformare il campione in un tribunale che dà giudizi
che vanno oltre le sue semplici scelte. Nessuno di noi quando
guarda la televisione dà voti ai programmi. Ci limitiamo
a guardarli se ci piacciono. Votare toglie quella naturalezza
di comportamento che, come si è detto, il campione
dovrebbe avere al massimo grado. Indagini di tipo qualitativo
su campioni diversi e meno "delicati" di Auditel
sono le benvenute. Ad essi potranno essere rivolte domande
sulla "soddisfazione" di un programma o su aspettative
diverse. Ciò viene, peraltro, già fatto da
ricerche interne svolte da RAI e Mediaset per ragioni editoriali.
7.
E' possibile "intercettare" le telefonate di trasmissione
dati dalle "famiglie campione" e cambiare i dati?
E' impossibile intercettare le telefonate di trasmissione
dei dati e modificarli. Il fantomatico "incursore"
dovrebbe conoscere il linguaggio delle nostre apparecchiature,
conoscere i numeri chiamati dai nostri modem, "inventarsi",
con geniale coerenza, dati credibili (un'intera giornata
minuto per minuto di TV per ogni famiglia) ingannando tutti
gli utilizzatori delle informazioni:cioè tutto il
mondo degli analisti e pianificatori, poiché il nostro
sistema è "aperto" cioè fornisce
dati individuali minuto per minuto a tutto il mercato. Il
sistema è protetto da intrusioni di questo genere.
Non è protetto da ipotesi di fantascienza.
8.
A chi è consentito l'accesso alle liste del campione?
Come sono custodite?
Le liste risiedono, in forma criptata (e protetta
da un avanzato sistema di "fire walling") presso
il calcolatore centrale di Milano. Qualsiasi stampa di piccoli
elenchi parziali (richiesta per ragioni di manutenzione
del sistema) da parte dei tecnici, segue una procedura che
registra tutte le coordinate del richiedente e relative
ragioni.
9.
Non è troppo semplice poter individuare e, casomai,
"influenzare" qualcuno dei possessori del meter?
Le famiglie non sono in una società segreta
di incappucciati: vivono tra noi. Qualsiasi giornalista
può, con un po' di tempo e di fortuna, individuarne
una o due (è avvenuto). Ma, a quale proposito? Per
danneggiare la ricerca in nome di una curiosità ormai
stracotta che non gli farà certo vincere il premio
Pulitzer? E' inutile sottolineare che questo "sport"
rappresenta, comunque, un danno per il sistema. La sostituzione
fuori programma di una famiglia comporta un costo non trascurabile.
Gli elenchi vengono tenuti protetti e anonimi per tutelare
la "privacy" della famiglia collaboratrice. Non
tanto, francamente, per timore della "corruzione"
Per influenzare i risultati prodotti dal campione meter
occorrerebbe un bel numero di famiglie. L'incauto furbone
sarebbe, alla fine, individuato e "bruciato" dai
nostri software di controllo dei "patterns" (cioè
da indagini sul comportamento di visione). La rotazione
del campione gli toglierebbe presto di mano il giocattolo.
D'altra parte chi esercitasse la corruzione non potrebbe
mai verificare se la famiglia "pagata" per vedere
determinati canali lo facesse realmente. E, infine, chi
sarebbe così sciocco di esporsi al possibile ricatto
della famiglia "corrotta"?
Si tratta, come si vede, di una leggenda metropolitana che
però è suggestiva e ci obbliga alla massima
prudenza e vigilanza, più per la sua capacità
di produrre "rumore" che per la sua vera pericolosità.
Di fatto non si sono mai verificati casi di corruzione.
10.
In poche parole, chi è Auditel?
E' un sistema statistico imparziale per conoscere
l'ascolto della televisione in Italia. Un rilevatore elettronico
(meter) viene installato in un campione rappresentativo
della popolazione televisiva italiana (una specie di condensato
di tutte le "mille Italie" possibili, in termini
geografici, socioeconomici e anche psicografici) con tutti
i suoi diversi caratteri, "spalmato" su tutte
le regioni circa duemila comuni.
11.
Come fate a dire che "Auditel è imparziale"?
Dipende dalla sua stessa struttura costitutiva. Per adempiere
alla propria missione, in modo concretamente imparziale,
Auditel si è costituita come società “consortile”,
che ha realizzato i propri equilibri interni, amministrativi
ed organizzativi, attraverso una formula di controllo e
responsabilità reciproci.
In linea con gli orientamenti più avanzati della
Comunità Europea, Auditel è un sistema “tripartito”,
cioè una società che rappresenta in modo armonico
le tre componenti fondamentali del mercato: Aziende Utenti,
Agenzie e Centrali Media; Reti pubbliche; TV private, nazionali
e locali.
Questa struttura si riflette nella composizione del Consiglio
d’Amministrazione e del Comitato Tecnico, organo di
consulenza tecnico-scientifica che traccia e verifica ogni
tappa di sviluppo del sistema di rilevazione.
Insomma tutte le decisioni, la gestione e il controllo,
vengono prese in modo incrociato da tutti i componenti.
Tutti controllano tutti (e tutto) in modo trasparente e
in un clima di responsabilità reciproca!
12.
Come vengono scelte le famiglie?
Auditel, applicando una rigorosa metodologia statistica,
ha individuato un "panel", cioè un vasto
gruppo di famiglie, selezionate per costituire una specie
di "condensato" dell'intera popolazione (tutti
gli italiani sopra i 4 anni di età, fonte ISTAT).
Questo campione è capace di rappresentare le diverse
caratteristiche geografiche, demografiche, socioculturali
di chi guarda la TV.
Le famiglie sono "pescate" da un calcolatore in
modo anonimo (e casuale) dal grande "serbatoio"
costituito dalle nostre ricerche Continuative di Base (19
mila casi all'anno) attraverso le quali abbiamo intervistato
- faccia a faccia nella loro abitazione - quasi 250.000
famiglie italiane. Il campione "ideale" deve rispondere
a precisi criteri di stratificazione.
13.
Quali sono i criteri di stratificazione?
In sostanza, vengono controllati tre gruppi di
parametri per essere sicuri che le famiglie del campione
siano ben distribuite sul territorio, se ne conosca la composizione
e l' "attrezzatura" televisiva. I criteri da rispettare
comprendono, perciò, la distribuzione geografica
(regione e dimensione dei comuni), le caratteristiche strutturali
delle famiglie (numero dei componenti ed età del
capofamiglia, e - come elementi aggiuntivi - presenza di
bambini, condizione socio-economica, livello di istruzione,
ecc.) e, infine, il loro "parco" televisivo (numero
degli apparecchi).
14.
Qual è l'età minima per essere considerati
telespettatori?
Si collabora alla ricerca dall'età di 4
anni in su.
15.
Quante sono le famiglie dotate di meter?
Oggi, il sistema di rilevazione si vale della collaborazione
di 5.163 famiglie: oltre 9.500 rilevatori meter, attivi
su altrettanti televisori, "fotografano" le scelte
di circa 14.000 individui in ogni momento della giornata.
16.
Cos'è il meter e come funziona?
Il meter è un'apparecchiatura elettronica,
(una scatoletta nera posata sul televisore, con l'aspetto
di una piccola radiosveglia), che memorizza automaticamente,
minuto per minuto, le scelte televisive dei diversi componenti
della famiglia. I meter "registrano" tutti i 99
canali possibili di tutti i televisori presenti in casa,
nelle varie stanze. L'apparecchiatura è costituita
da tante unità di identificazione (che riconoscono
il canale sul quale il TV è sintonizzato), quanti
sono i televisori in funzione nell'abitazione, da altrettanti
"push-button" (specie di telecomandi attraverso
i quali l'individuo che si pone all'ascolto o termina la
visione, si fa riconoscere) e dal meter vero e proprio (che
"colloquia" con gli identificatori e, quindi,
memorizza e trasmette tutti gli atti di ascolto).
17.
Come vengono trasmessi i dati memorizzati dal meter?
Le informazioni vengono raccolte ogni giorno, over-night,
tra le 2 e le 5 del mattino, dal calcolatore centrale, attraverso
un collegamento telefonico via "modem", mentre
la famiglia dorme indisturbata (il telefono, ovviamente,
non suona!).
18.
E' vero che la trasmissione telefonica dei dati fa sì
che a volte - quando piove in alcune zone del Centro/Sud
- i dati non arrivino, per i guasti delle linee e cosa succede
in quel caso?
Quando piove apriamo l'ombrello… A parte
la battuta, ci vuole qualcosa di più serio per far
saltare la rete di comunicazione telefonica del Paese. Ad
esempio una ruspa che tranci i cavi della dorsale appenninica.
Quando ciò dovesse accadere, i dati vengono trattenuti
in memoria del meter, recuperati il giorno successivo ed
elaborati in ritardo. Nessuna informazione verrà
persa. In ogni caso non si può dar luogo ad elaborazioni
di dati che, per problemi tecnici, dovessero perdere di
significatività.
19.
Ci si può fidare dei dati Auditel?
"Perché credere all'Auditel?"
La domanda viene posta, impropriamente, come una specie
di gioco di società. Dai salotti ai giornali popolari
è "di moda" essere scettici. Spesso la
critica parte dell'ignoranza delle più elementari
nozioni di statistica. Altre volte dal pretesto. Sempre
dalla cattiva informazione. Pochi considerano che, proprio
per la delicatezza dei suoi compiti, Auditel è garantita
da un'imponente e severa attività di controllo interno
ed esterno.
Un sistema di rilevazione non è un "Dogma"
ma deve conoscere, e riconoscere, i limiti dichiarati dalle
scienze statistiche. Si guadagna la dignità di essere
credibile e accettato non per un "atto di fede"
ma soltanto se, come è avvenuto nel caso di Auditel,
rispetta alcune regole fondamentali e poggia su due pilastri
di obiettiva solidità:
- controllo incrociato
- validità certificata
Auditel non si dichiara valido per autodefinizione,
ma si sottopone alla disciplina di una certificazione, continua,
trasparente, in profondità.
Ogni più piccolo tassello dell'edificio di Auditel
è stato (ed è) costantemente sottoposto a
una raffica di controlli: verifiche delle componenti elettroniche
e delle metodologie statistiche da parte di istituti e di
consulenti universitari di indiscussa reputazione, verifiche
della produzione, del software e della security da parte
di severe società di revisione, consulenze continuative
a 360°.
C'è - infine - una specie di "prova del nove".
Ad Auditel credono (l'hanno fortemente voluta e sempre difesa
come elemento di chiarezza) le Aziende utenti di pubblicità
(UPA) che, ad oggi, investono oltre quattromilaseicento
milioni di Euro in televisione.
20.
Auditel è uno strumento della pubblicità:
è colpa sua se la TV tende a peggiorare?
Il teorema "pubblicità=cattiva TV"
nasce da un preconcetto logoro e falso. Una specie di "alibi"
per molti. La pubblicità non ha alcun interesse ad
essere nemica della buona qualità. Al contrario:
le Aziende chiedono spazi per promuovere i propri prodotti
all'interno di segmenti di buona televisione, perché
è finito il tempo dei pubblici indifferenziati. La
comunicazione commerciale ha bisognodi capire "quanto",
"a chi" e "quanto forte" si parla.
Vuole essere presente nel programma giusto, con le immagini,
le suggestioni, le informazioni giuste. La pubblicità
ha perfino lanciato indagini psicolinguistiche per ripensare
le proprie campagne, a seconda del contesto in cui vengono
inserite. Tanto meglio se le teste sono tante, ma è
più importante che siano quelle più "aperte"
a quella tale proposta. Occorre confrontarsi con l'efficacia
del messaggio, conoscere ampiezza e composizione dei diversi
pubblici per attribuire pesi di marketing o fare scelte
editoriali. Per questi dati Auditel è stata creata.
21.
Quante televisioni rileva Auditel?
Allo stato attuale, Auditel
distribuisce al mercato i dati di ascolto conseguiti da:
- EMITTENTI NAZIONALI (terrestri
analogiche, digitali e satellitari).
- I loro dati GIORNALIERI MINUTO PER MINUTO
vengono pubblicati per SINGOLA EMITTENTE (con un sub-totale
PER EDITORE).
Il lay-out di pubblicazione prevede anche gli altri aggregati,
complementari e totali: ALTRE TERRESTRI ANALOGICHE, ALTRE
EMITTENTI SATELLITARI, TOTALE ALTRE, TOTALE EMITTENTI.
- Altre emittenti vengono
pubblicate (su loro richiesta) su base MEDIA MENSILE:
è il caso, in particolare di alcuni canali satellitari.
- EMITTENTI LOCALI operanti
in ambito regionale.
- Circa 140 di queste sono pubblicate con DATI MENSILI.
- Circa 70 dispongono di DATI GIORNALIERI (che sono stati
forniti per necessità di pianificazione pubblicitaria
e non editoriale).
Visitando la sezione “FLASH SUI DATI”
potete vedere una panoramica dei dati di ascolto (sia nazionali
che locali) con aggiornamento a livello di GIORNO TIPO MEDIO
MENSILE.
22.
Perché non rileva TUTTE le emittenti locali?
Ogni gruppo e singola emittente televisiva che
ne faccia richiesta può essere rilevata da Auditel,
previo esame della "penetrazione" del suo segnale
sul territorio. Infatti, per il suo sistema, la nostra Ricerca
è in grado di "vedere" l'audience di ogni
soggetto televisivo in modo equo, ma non può ovviamente,
pubblicare detti risultati se non è preventivamente
autorizzata dall'emittente. E' chiaro, perciò, che
le emittenti non pubblicate (salvo quelle troppo "piccole"
come copertura del segnale) sono antenne locali che hanno
liberamente scelto di non esserlo.
Insufficiente capacità del sistema Auditel?
No.
Nell'agosto del'97 Auditel ha raddoppiato la numerosità
del campione proprio per migliorare la "visibilità"
statistica delle TV locali. Allo stato attuale, il panel
italiano Auditel rappresenta un campione di ricerca televisiva
(rapporto popolazione/meter) tra i più numerosi del
mondo.
23.
L'Auditel è stata creata per fare le classifiche
dei più visti?
Auditel non serve - come qualcuno crede - all'inutile
gara quotidiana del "vince/perde", ma a rilevare
il comportamento televisivo dei diversi pubblici rispetto
all'offerta delle varie reti. La ricerca sull'audience TV
- qui da noi come in tutto il mondo civile - è lo
strumento per produrre dati oggettivi per la pianificazione
degli investimenti pubblicitari sulle diverse reti televisive.
Auditel non compila le classifiche (top ten) tanto per fare
qualche titolo sui giornali: invece fornisce migliaia di
dati, elementi di conoscenza e di valutazione, alle aziende
che comunicano. Serve al loro sviluppo, e quindi crea ricchezza
e lavoro, insomma alimenta quel famoso "volano virtuoso"
dell'advertising, fattore vitale dell'economia del Paese.
24.
A cosa servono i "dati Auditel"?
I dati di audience rispondono - in modo "trasparente"
- alla necessità di conoscenza delle imprese televisive,
del mondo pubblicitario e delle Istituzioni stesse. Servono
ogni giorno alle aziende che utilizzano il mezzo televisivo
come veicolo pubblicitario per valutare il ritorno dei loro
ingenti investimenti. Consentono alle Agenzie e alle Centrali
Media di effettuare analisi per l'ottimizzazione dell'investimento
pubblicitario dei loro clienti, ed alle reti televisive
di valutare le performance di ascolti dei vari programmi.
25.
Auditel=audience=televisione. È vero?
Auditel è soltanto un
onesto termometro statistico, NON è la televisione.
Il nostro scopo è tutt'altro che una sorta di autocertificazione
della televisione rivolta alla "massificazione"
degli ascolti, come qualcuno si ostina e credere. Al contrario
Auditel registra, implacabilmente, le scelte di chi vede
e accerta chi non vede. Auditel non "fa" la televisione,
semmai la "fotografa". Non la scrive, semmai la
descrive. Ed è la gente, e non certo l'Auditel, che
fa il suo palinsesto, ogni giorno, attraverso il telecomando.
Troppo spesso si scambia lo strumento di conoscenza con
l'oggetto di osservazione di quello strumento.